Cenni storici e regolamenti

Cenni storici

Il Legato Manera prende il nome dal suo fondatore, il canonico Giovanni Manera.

Nel 1808, anno del primo censimento, troviamo a Cadro due sole famiglie Manera. Egli nasce nel 1832 e dopo gli studi ginnasiali e liceali presso la direzione dei Padri Somaschi, completa i suoi studi teologici a Como.

Don Giovanni Manera è successivamente vicario di Massagno, Parroco di San Pietro a Pambio e diverrà primo ed unico sacerdote chiamato alla direzione del liceo e ginnasio cantonali. A coronamento del suo apostolato divenne canonico della Cattedrale di Lugano.

Il canonico Manera ha dato un esempio di grande generosità lasciando al paese dei suoi avi tutte le proprietà in territotio di Cadro, distinte in “caseggiati”, sei case, una mezza casa, tre stalle, due mezze stalle, una mezza “casera”, e assai vaste terre campestri, prative, vigneti, un maneggio, cinque selve e tre boschi, il tutto avente la dimensione di una vera fattoria.

Costituisce un Legato in data 6 febbraio 1895 con la disposizione di aprire un asilo infantile affidato a suore religiose cattoliche e amministrato dal parroco pro tempore come presidente e da due membri designati, alla condizione che sia realizzato entro cinque anni, altrimenti sarebbe stata da devolvere al parroco “per aiutare i poveri bisognosi e pupilli o chierici, poveri studenti e ciò a suo giudizio e siano del comune di Cadro”.

Don Manera è stato sensibile ai bisogni degli umili e degli enti diretti dalla Chiesa, cui il denaro mancava per svolgere la loro attività umana e filantropica. Tutti i suoi beni sono stati donati a opere pie; la loro destinazione comincia prima della sua morte. Così la Chiesa di Sant’Antonio, attigua al vecchio liceo, di cui don Giovanni fu rettore, riceve a sue spese un organo moderno. I beni situati a Massagno sono divisi in parti uguali tra il Seminario di San Carlo in Lugano, a favore dei chierici poveri, e l’Istituto delle orfanelle della città.

I fondi lasciati per l’asilo infantile sono molti, ma i capitali non sono sufficienti, perciò gli amministratori devono avviarne l’alienazione. Il 20 ottobre 1897 viene aperto l’asilo provvisorio in un vecchio fabbricato, che ancora oggi conserva il nome di “Asilo Vecchio”.

Don Giuseppe Prada, parroco di Cadro proprio dal 1897 al 1902, ricordato ancora oggi nel Cantone per le sue questue pro chiese e cappelle, vuole creare un “oratorio festivo” e costruisce una specie di porticato rustico, dopo aver comperato il terreno necessario dal signor Paolo Merenda, che più tardi toglierà l’ipoteca e cederà, con gesto munifico, il resto del terreno.

In seguito il signor Napoleone Pellegattta, contemporaneamente sindaco e amministratore dell’asilo, nell’anno in cui il Dipartimento della Pubblica Educazione intima al comune di preparare altri locali – pena la chiusura della scuola non più rispondente alle esigenze minime per inadeguatezza,  soprattutto dei servizi igienici – provvede a far stipulare un contratto fra Comune ed Asilo, offrendo d’ospitare la scuola.

Infatti, il 10 settembre 1906, il Legato Manera contrae un debito di fr. 5'000 per l’ampliamento dell’oratorio festivo che viene usato come scuola fino al 1911, anno in cui avviene il trasloco dell’asilo nella sede che gli è tuttora destinata. Essa dispone di un solo salone scolastico e di un piano riservato all’alloggio delle suore.

Da questo momento è storia un po’ più recente. A seguito della partenza del personale religioso che ne assumeva la conduzione, nel 1971 il comune di Cadro prende a carico la gestione e manutenzione dell’immobile e procede alla nomina di nuove docenti di scuola dell’infanzia. Venuto a mancare l’oggetto del suo mandato (cioè la gestione dell’asilo) il legato viene amministrato dal parroco di Cadro in favore di “poveri bisognosi, pupilli, studenti o chierici bisognosi”.

Inizialmente il seminterrato dell’asilo viene occupato per le attività parrocchiali e gli altri due piani rimanenti sono per le due sezioni della scuola dell’infanzia. Con l’aumento degli effettivi viene creata una terza sezione e, su richiesta del municipio, il legato concede l’occupazione dell’intero stabile.

Nel 1974 il legato procede, a suo carico, ad alcuni lavori di ristrutturazione dello stabile per un importo complessivo di ca fr. 830'000 beneficiando di fr. 305'000 quale sussidio cantonale.

Nell’anno 1989 il Vescovo Corecco (decreto vescovile 61/89) scioglie il comitato di amministrazione e costituisce il Legato Manera, di cui è amministratore unico il parroco di Cadro, che, con collaboratori di sua scelta, si preoccupa di gestire i fondi rimanenti attenendosi alla volontà del testatore.

Prossimamente, d'intesa con l'Ordinario diocesano, verrà definito un nuovo regolamento amministrativo del Legato, in sostituzione del decreto attualmente in vigore.

 

 

Regolamento attuale

copia decreto vescovile 61/89

 

Documenti

estratto del testamento autografo del canonico Manera

 

 

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